Arte e Arti | articolo e intervista a cura di Giorgia B. Soncin

 

Per chi ne ha la memoria storica, era il 1984 quando la Galleria d’Arte Moderna di Bologna dedicava un’intera mostra al fenomeno del writing, nato qualche anno prima negli Stati Uniti, che avrebbe successivamente influito enormemente non solo sul panorama urbano ma anche su quello culturale e sociale. La mostra era intitolata Arte di Frontiera. New York Graffiti, ed era a cura di Francesca Alinovi.
Per chi fosse troppo giovane o fosse nato successivamente, resta l’omonimo testo, pubblicato nel medesimo anno, che rimane, comunque uno delle prime pubblicazioni in Italia su questa tematica. Premessa questa, necessaria per introdurre Frontier- La linea dello stile: un progetto del Comune di Bologna organizzato dall’associazione culturale ALL WRITE, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, e curato da Claudio Musso e Fabiola Naldi.
Questa articolata iniziativa, contraddistinta da una duplice finalità di valorizzazione artistica e didattica delle due “discipline” del Writing e della Street Art , si svilupperà in un arco temporale che andrà da giugno 2012 a gennaio 2013 suddiviso in due fasi operative di cui la prima, tra giugno e luglio, vedrà coinvolti cinque artisti stranieri e otto italiani nel lavoro site specific sui muri di alloggi di edilizia residenziale pubblica, gestiti da ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Bologna nei quartieri Navile, Porto, San Donato e San Vitale.
Tra i nomi stranieri, il newyorchese Phase2, il parigino Honet, l’olandese Does, Daim originario di Amburgo e M-City, di origine polacca; mentre tra gli italiani, Joys, Dado, Hitnes, Eron, Andreco e il duo bolognese Cuoghi Corsello.
A questa prima sessione operativa del progetto, seguirà, a gennaio dell’anno prossimo, una fase che avrà come focus principale la riflessione interdisciplinare sul binomio Street Art – Writing, troppo spesso banalizzato e accorpato ad una serie di “mode” e tendenze che hanno ben poco da spartire con quelle che sono l’origine della natura di un movimento nato in risposta ad una situazione sociale e politica tutt’altro che trascurabile (parliamo dell’epoca di Reagan e di un periodo, quello tra gli anni Settanta e Ottanta, in cui il divario tra le classi sociali era particolarmente accentuato)…

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